lunedì 12 ottobre 2015

La fine del patriarcato: i nuovi uomini


Intervista a Juanjo Compairé.

Juanjo Compairé (Huesca, 1948), membro dell’Asociación Hombres Igualitarios e di AHIGE, è stato professore di Scienze Sociali in diversi istituti di Barcellona. Autore de “Chicos y Chicas en relación”  (Ed. Icaria) e collaboratore di vari libri sull’uguaglianza di genere, attualmente coordina la rivista digitale “Hombres igualitarios.”

Da tempo immemorabile gli uomini esercitano il potere sulle donne.

Il patriarcato esercita il suo potere da molte migliaia di anni e ogni volta di più è necessario smantellarlo, perché produce molti danni non solo all’umanità, ma anche alla natura – vediamo un legame tra il problema ecologico e quello del dominio maschile- e perfino agli uomini stessi. Data la quantità di sofferenza, violenza e distruzione che sta creando, è importante smantellarlo. Noi uomini siamo i protagonisti del problema, dunque facciamo anche parte della soluzione.

Un miliardo e 200 milioni di donne nel mondo sono state aggredite dalla loro coppia attuale o passata.

Si parla molto di denunce false, ma in realtà è vero il contrario, ossia la mancanza di denunce. Donne che vengono aggredite, ma non osano o non vogliono sporgere denuncia. In Spagna stiamo parlando di due milioni di donne, secondo le statistiche dello stesso Ministero degli Interni, che hanno denunciato violenze fisiche, psicologiche o sessuali da parte della loro coppia attuale o passata. Non stiamo parlando di gente marginale, no, stiamo parlando di noi, di uomini e donne di qui. E’ un problema trasversale legato al concetto di virilità.

Siete coinvolti nella lotta contro i maltrattamenti?

Sì. Come attività sociale, di denuncia, il 21 ottobre noi uomini scendiamo in strada per manifestare contro le violenze machiste. Formiamo un cerchio, ci diamo la mano e ricordiamo le donne vittime di violenza. Poi c’è un lavoro di ricerca; si tratta di un tema da studiare anche dal punto di vista della sociologia, della psicologia, della storia, dell’antropologia…



Fate lavoro personale?

Sì, è fondamentale. Questa non è una rivoluzione esterna, ma parte da dentro. Noi uomini riflettiamo su come ci sentiamo, sul perché tante volte associamo la virilità alla violenza.  Come ci costituiamo in quanto uomini? Cosa dicono i nostri genitori, i nostri coetanei? Cos’è questa storia dell’”uomo vero”?  Come possiamo cambiarlo? Tutto questo lo facciamo in gruppi di riflessione personale. Non c’è cambiamento sociale senza cambiamento personale. Se vogliamo smantellare le violenze di genere, dobbiamo cominciare con il cambiamento personale.

Come definiresti la vecchia virilità, quella da superare?

E’ una virilità molto rigida, con alcune regole molto severe, un controllo del corpo molto rigoroso, su come dobbiamo muoverci e come dobbiamo sentirci. Perché la gioia per una vittoria del Barça deve tradursi nei cassonetti bruciati?  Cosa c’entra l’allegria con la violenza? Questo vecchio concetto di virilità provoca sofferenza non solo nel mondo, nelle donne e nei figli, ma anche in noi stessi.

Ci sono anche donne macho.

La parola femminismo ha perso valore e a volte viene disprezzata perfino da alcune donne. Questa è una conseguenza delle campagne neo-machiste, secondo cui le femministe sono mangiauomini, sono contro di loro. Noi di proclamiamo uomini femministi. Consideriamo il femminismo un umanesimo, un’opportunità che uomini e donne si “ripensino”. Chiaro, questo suscita resistenze in alcune donne, perché è sempre più complicato essere donne indipendenti. La donna ha fatto passi da gigante. Anche se la maggioranza non si definisce femminista, in pratica lo è.

Tu sei membro dell’Asociación Hombres Igualitarios.

Facciamo parte di un’associazione a livello statale, l’AHIGE, fondata a Malaga nel 2001, ma alcuni di noi sono attivi fin dagli anni Settanta. Facciamo anche parte di una rete mondiale di cittadini per l’eguaglianza. L’anno scorso ci siamo riuniti a Nuova Delhi; eravamo circa 1.500 rappresentanti di associazioni di uomini egualitari di tutto il mondo.  In Spagna il gruppo più numeroso sta nei Paesi Baschi, perché là è stato il governo stesso a promuoverlo.

Su cosa vi appoggiate per costruire questa nuova politica egualitaria?

Smantelliamo quello che abbiamo imparato e poi scopriamo i nostri autentici desideri e necessità. Siamo uomini molto diversi e rifuggiamo dall’uniformità. L’esercito, ossia la quintessenza del patriarcato, è basato sulle uniformi e i potenti partecipano alle riunioni dell’Unione Europea  vestiti tutti uguali. Noi vogliamo eliminare le uniformi per far emergere la diversità maschile. Che ogni uomo scopra cosa vuole essere nella vita, recuperando la parte umana che abbiamo.

Qual è l’immagine dell’uomo nuovo a cui aspirare?

Un’immagine diversificata, che rifugge dall’uniformità, da questo corsetto limitante e riformula i privilegi e il potere, spesso sottile, che esercitiamo. In fondo ha a che vedere con una grande insicurezza. Esiste un  modello di supereroe irraggiungibile che ci provoca una grande insicurezza. Possiamo essere forti, ma non dobbiamo essere per forza uomini senza paura.

Uomini forti e sessualmente potenti…

C’è una vera epidemia di impotenza sessuale: gli uomini somatizzano nel corpo lo sconcerto e l’incertezza di questo momento di cambiamento sociale, si sentono minacciati dalla libertà femminile in aumento e questo si somatizza in problemi di impotenza, di erezione, ecc. Negli uomini molti sentimenti puntano là, al  “membro virile” che è il nostro “cervellino”.

L’uomo conquistatore?

Sì, è il mito del Don Giovanni. Nell’opera dice: “Ho lasciato dappertutto ricordi amari di me”. Bel modello, eh? Sì, questo è il modello che abbiamo avuto, un Don Giovanni conquistatore, che poi abbandona le donne a se stesse.

La promiscuità maschile è una questione genetica?

Questa storia che spargere il seme è una questione genetica mi sembra una chiarissima costruzione  sociale. In natura si trovano esempi di maschi monogami. Gli uomini sono stati spesso promiscui, non per una questione naturale, ma perché credono che mostrandosi così, davanti alla loro insicurezza e davanti agli altri, potranno essere un maschio Alfa. Ma in definitiva che esperienze umane reali ha Don Giovanni?  Alcune esperienze gratificanti, ma in quanto a relazioni, “ricordi amari di sé”.

E’ possibile trasformare il machismo in rispetto e uguaglianza?

Crediamo che sia possibile e necessario perché va a beneficio del mondo, dei figli, della nostra paternità, delle nostre compagne, ma anche di noi stessi. Se riusciamo a smantellare tutto questo imbroglio ci guadagneremo tutti. Contrariamente a quello che si pensa, nel corso della storia ci sono stati uomini ai margini del patriarcato, uomini femministi, da Condorcet, passando per padre Feijoo, fino a intellettuali come Adolfo González Posada e Miguel Romera-Navarro. Tutti esempi rappresentativi di uomini che hanno lottato per l’uguaglianza tra i sessi o l’hanno teorizzata.

Come conciliare il lavoro e la famiglia?

Direi che è una questione di umanità. Siamo umani, soprattutto nelle nostre relazioni emotive. Questo dovrebbe essere il centro della nostra vita. Si dedica troppo tempo al lavoro produttivo e troppo poco alle relazioni. Bisogna trovare un equilibrio, soprattutto per una ragione di giustizia. In Spagna una donna ha in media due ore di tempo libero in meno di un uomo. E’ un’opportunità di diventare più umani.

Gli uomini egualitari apprezzano le nuove forme di politica assembleare?

Sì. Mettere il personale, la vita delle persone al centro della politica ha a che vedere con l’eredità del femminismo. Lo ha detto il nostro sindaco, Ada Colau, assumendo la carica. Con il femminismo abbiamo imparato a mettere al centro le persone. Sono forme nuove, orizzontali, non gerarchiche.

Una nuova virilità implicherebbe un nuovo ordine sociale?

Credo di sì. Questo sistema economico capitalista basato sul patriarcato non funziona. Andiamo verso posizioni di democrazia sociale e comunitarismo, una maniera nuova di concepire l’economia, l’ecofemminismo, recuperando il valore esperienziale delle cose, non il valore d’uso. La maggior parte delle cose che hanno realmente valore sono senza prezzo. Questa è la contraddizione del capitalismo: attribuire un valore e un prezzo a cose secondarie.

Lavorate con i giovani?

Sì, formiamo reti di giovani; trattano questi temi in modo leggero, scherzoso, con amici e compagni di studi. L’anno scorso abbiamo tenuto una settantina di laboratori in vari istituti della Catalogna. Abbiamo pubblicato un libro con proposte per i professori per il periodo dell’adolescenza “Chicos y Chicas en relación” Edicioni Icaria. Stiamo anche elaborando un piano di formazione chiamato “Xarxa Xaji”, per giovani che formano altri giovani. Gli diamo molta importanza, perché i giovani sono il futuro.

Che cos’è per te il femminile?

Il grande mistero. Un mistero che mi appassiona, mi attrae moltissimo, mi emoziona, mi destabilizza, mi sfida, mi fa innamorare e mi allontana da me stesso. Non sarei quello che sono senza le donne che mi hanno accompagnato nel corso della mia vita, da mia madre alle mie compagne, in maggioranza femministe. Devo molto anche a mio padre, un uomo affettuoso, vicino, molto diverso dal modello che prevaleva a quei tempi.

(Traduzione dallo spagnolo di Anna Polo)

giovedì 8 ottobre 2015

Le energie della Strega


Le energie della Strega sono quelle della fase mestruale, della Luna Nuova e dell’Inverno. Finite le emozioni turbolente, gli umori altalenanti e i fluttuanti picchi fisici e mentali di energia della fase dell’Incantatrice, è un momento di quiete, letargo e sonno, di isolamento dal mondo esterno e di connessione profonda col mondo interiore. Scomparse la dipendenza emotiva, la vulnerabilità, così come la selvaggia ispirazione e i comportamenti impulsivi. Finalmente, come il mare dopo l’agitazione della bassa marea, siamo tranquille e in pace.

Come la Luna nasconde la sua faccia al mondo per tre giorni, anche le nostre energie si celano. Assomigliamo alla terra in inverno, quando le piante e gli animali vanno in letargo e la forza vitale si è allontanata, per ritornare soltanto in primavera.

Per molte di noi questo isolamento nell’oscurità può apparire spaventoso. Nel mondo moderno riempiamo ogni ora della nostra vita di stimoli e di attività; non riusciamo neppure a fare una fila senza prendere in mano il cellulare per controllare la nostra pagina Facebook o per ascoltare della musica. Il senso di vuoto e la noia sono un retaggio del passato, eppure la nostra natura ciclica anela di riaverli. In questo isolamento e in questo stato di vuoto incarniamo la parte più profonda di noi stesse, quella parte che va oltre le preoccupazioni quotidiane e che è un tutt’uno con l’Universo. Per molte donne ciò può far pensare alla depressione – ma in effetti è un meraviglioso stato di consapevolezza alterata in cui sfioriamo il volto del Divino e siamo in grado di lasciar andare il nostro ego e il nostro amore, e possiamo accettare, curare e rigenerare noi stesse.

Può sembrare facile accogliere la fine della fase pre-mestruale, ma può anche essere una sfida stare ferme al centro del labirinto e sedere in attesa del silenzio e del buio.

Per aiutarci a gestire tutto ciò, possiamo unirci ad altre donne nella riconnessione alla sacralità di questo momento. In tal modo siamo in grado di apprezzare la sacralità dei nostri corpi e della femminilità e di riconoscere in questo momento le nostre antenate che hanno abbandonato il mondo, per focalizzarci sulla loro guarigione e rinnovamento e sulla loro connessione spirituale.

Il momento in cui sanguiniamo in relazione alle fasi lunari può variare nel corso delle nostre vite e il nostro orientamento verso un “Ciclo di Luna Rossa” (quando sanguiniamo più o meno con la Luna Piena) o un “Ciclo di Luna Bianca” (quando sanguiniamo più o meno con la Luna Nuova) dipende dal nostro focus e dal nostro scopo nella vita in quel momento. Tutti gli orientamenti sono naturali allo stesso modo.

Nel passato, quando alcune donne si ritiravano nella Tenda Rossa per condividere il loro momento del sanguinamento, poche altre si aggiravano per il mondo mostrando l’aspetto esteriore del Divino Femminile. Mentre alcune donne celebravano alla luce della Luna Piena, altre si ritiravano nelle Tende Rosse, pur ricordandosi tutte della presenza della Madre Oscura in tutti gli aspetti della vita.

La Strega ci offre un santuario di pace nelle nostre vite impegnate. Ci dice: “Va tutto bene. Lascia andare. Accetta. Isolati. Riposa e sogna a occhi aperti.” Solo così possiamo emergere dall’inverno dei nostri corpi e affrontare la Primavera rinnovate e piene di energia.

Accogliere le fasi della Strega della mestruazione, della Luna Nuova, dell’Inverno e della post-menopausa:

La Strega nella fase mestruale:

- Fermati.
- Lasciati andare.
- Permettiti di venir meno alle aspettative della vita moderna. Troppo spesso combattiamo questa fase per rispettare le scadenze e fare tutto ciò che dobbiamo. Ma il Divino Femminile ci sta chiedendo di riposarci e di focalizzarci sul rapporto che abbiamo con esso.
- Onora questo momento rallentando il ritmo, andando a letto un po’ prima, e facendo qualcosa che ti nutra e arricchisca.
- Crea la tua ‘Tenda Rossa’ nella tua stanza – raggomitolata sotto una trapunta rossa, in compagnia di libri spirituali e di musica, con cibi confortanti da mangiare e disconnessa da Internet.
- Utilizza il mio libro ‘Spiritual Messages for Women’ per ispirarti sull’obiettivo da sognare a occhi aperti e per connetterti con il Divino Femminile.

La Strega della Luna Nuova:

- Se puoi, coccolati con un lungo bagno.
- Immagina la volta scura del cielo sopra di te, punteggiata di stelle. In cielo non brilla la Luna. Stai galleggiando sull’acqua al centro del labirinto, galleggiando tra le stelle.
- Dentro di te sai che sei una cosa sola con le stelle e l’Universo, parte della bellissima energia del Divino Femminile.
- Dentro di te conosci lo scopo della tua anima.
- Dentro di te sai che sei amata e piena d’amore.
- Riposa in silenzio in questa meravigliosa consapevolezza.
- Se non puoi fare un bagno, puoi fare una lunga doccia o usare una coppa piena d’acqua (magari una delle tue Coppe del Grembo) come focus di questa meditazione.

Per altre idee, consulta ili libro ‘Luna Rossa – Comprendere e utilizzare i doni del ciclo mestruale”.

La Strega dell’Inverno:

L’inverno è il periodo del riposo e dell’isolamento, dello stare al caldo vicino al fuoco e del condividere racconti magici, miti e leggende. Era la stagione degli antenati, quando la loro presenza era sentita sulla terra, col suo carico di saggezza e di consigli.

Nel buio dell’inverno c’è un punto di svolta, quando il sole si ferma e poi lentamente inizia a riprendere di nuovo intensità. La Strega dell’Inverno porta nel suo grembo il bimbo-sole prima di darlo nuovamente alla luce nel mondo. E abbraccia anche noi, concedendoci uno spazio in cui essere nutrite, in cui riposare e crescere fino a sbocciare nel nostro pieno potenziale prima delle nuove energie della Primavera.

All’inizio della stagione della Strega (31 ottobre emisfero nord – 1 maggio emisfero sud) annodate un nastro rosso ai rami di un albero o di una pianta – in un luogo in cui possiate vederlo ogni giorno. Il nastro simboleggia la mestruazione della Madre Terra, che ci ricorda di connetterci a lei attraverso la nostra fase mestruale personale e di onorare questo tempo sacro rallentando il ritmo ed esprimendo il nostro amore, la gentilezza e la nostra consapevolezza spirituale.

La Strega nella fase post-menopausa:

La ‘Menopausa’ è il nostro ultimo sanguinamento mestruale, e da qui inizia la fase ‘post-menopausa’. I cambiamenti iniziati nella parte dell’Incantatrice della nostra vita continuano nella fase della Strega. Le energie archetipiche dentro di noi stanno affiorando nelle nostre vite per essere amate e accettate in modo da potersi fondere nell’apice della vita femminile, quello della ‘Donna Completa’. Come “Donne Complete” noi viviamo in una quinta fase, dove tutte le energie archetipiche confluiscono mescolandosi ma sono anche singolarmente disponibili per noi. Possediamo la visione allargata della Strega, e quindi siamo Donne Sagge, e incarniamo anche l’aspetto gentile e meno egocentrico della Madre, per cui siamo anche Madri Oscure o Nonne.

Celebrate questa parte meravigliosa della vostra vita con una semplice ma potente affermazione ogni mattina:

"Sono la Saggia Madre centrata e completa.
Porto guarigione dell’anima e saggezza nel mondo."

Sentiti o immagina di essere una Strega della mitologia – colma di potere spirituale, saggezza e assoluta unicità.

-Miranda Gray-